Fiamma Montezemolo
TO BE IS TO BE IN RELATION | ESSERE È ESSERE IN RELAZIONE
Un pomeriggio di performance e attivazioni
21 marzo 2026
Fondazione Giuliani
Con le performance di Sara Basta, Paolo Canevari, Aurelio Di Virgilio, Bruna Esposito, Fabio Giorgi Alberti, margaretha jüngling, LU.PA
Con i contributi di Merce Cunningham, Gaia Di Lorenzo, Nan Goldin, Paul Maheke, Andrea Martinucci, Fiamma Montezemolo
A cura di Adrienne Drake, Ilaria Gianni, Pier Paolo Pancotto
To be is to be in relation / Essere è essere in relazione riunisce artisti e pubblico attorno a una domanda semplice ma urgente: come entriamo in relazione gli uni con gli altri? Il progetto prende forma attraverso una serie di performance e interventi artistici che affrontano la relazione non come un’idea astratta, ma come una pratica, fatta di cura, attenzione, presenza e tempo condiviso.
Il progetto si ispira al pensiero dello scrittore Édouard Glissant, che descriveva l’esistenza come fondamentalmente relazionale: “essere è essere in relazione”. Nelle sue riflessioni, il mondo non appare come una struttura stabile, ma come una rete vivente – decentralizzata, interdipendente e in continua trasformazione. Le reti sotterranee del micelio offrono un’immagine suggestiva di questa visione: una trama invisibile che sostiene la vita attraverso scambi e comunicazioni. Da qui la suggestione a guardare alle relazioni umane in modo analogo.
Piuttosto che presentare opere isolate, la giornata si sviluppa come una serie di incontri che si costruiscono progressivamente nel corso delle ore. Performance e lavori emergono, si trasformano e attivano lo spazio in momenti diversi, invitando i visitatori a muoversi come partecipanti più che come spettatori. Alcuni interventi si sviluppano lentamente e con discrezione, invitando a fermarsi e a dedicare tempo all’ascolto e all’osservazione; altri introducono situazioni in cui la partecipazione diventa parte integrante dell’opera. L’obiettivo non è proporre una narrazione definita, ma creare le condizioni affinché gli incontri possano emergere in modo imprevedibile.
In questo contesto, l’amicizia assume un ruolo centrale. Molti degli artisti coinvolti condividono relazioni di lunga data – collaborazioni, progetti comuni, reti informali o affettive di sostegno. Questi rapporti e queste conversazioni durature contribuiscono a definire l’atmosfera del programma e suggeriscono come la produzione artistica nasca spesso da legami che si estendono oltre lo studio e lo spazio espositivo.
To be is to be in relation / Essere è essere in relazione invita così a considerare la relazione non come qualcosa di dato, ma come una pratica da nutrire, coltivare, sostenere e continuamente reimmaginare insieme.